CREDITO DI IMPOSTA PER LA SANIFICAZIONE E L’ACQUISTO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

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La montagna ha partorito il topolino

Ammesso a rimborso meno del 10% delle spese

Provvedimento Agenzia delle Entrate n.302831 dell’11 settembre 2020

di Vincenzo Pollastrini

Il credito di imposta, benché istituito già a marzo, è rimasto a lungo sospeso, per ricevere attuazione, dopo svariate modifiche, soltanto dopo i decreti attuativi di luglio.

Si rinvia, per ogni esame di merito ed i link ai documenti ufficiali, al nostro articolo dello scorso 11 luglio, Credito di imposta del 60% per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione

A differenza di altri bonus, caratterizzati dal criticabile meccanismo del click day (con risorse destinate in ordine cronologico rispetto alle richieste), nel caso in esame la ripartizione dei fondi avviene senza esclusioni, ma in proporzione alle richieste.

Succede così che, a fronte di risorse stanziate per € 200.000.000, le domande hanno raggiunto la soglia di € 1.278.578.142. 

Pertanto ciascun richiedente non riceverà il 100% del credito teoricamente spettante, ma una percentuale pari a 200.000.000 / 1.278.578.142, dunque il 15,6423%.

Tenendo conto che il credito di imposta è commisurato al 60% della spesa (es. per dispositivi di protezione), ciascuna spesa verrebbe “rimborsata (mediante credito fiscale) di una percentuale inferiore al 10%, più precisamente 9,38538% (60% del 15,6423%).

Naturalmente le spese restano fiscalmente deducibili dal reddito, secondo le consuete regole (che tuttavia escludono molti contribuenti, come i forfetari, ovvero chi determina reddito/imposte con criteri catastali o simili). 

Ciascun contribuente può verificare la quota spettante nel proprio cassetto fiscale.

MOLTI CONTRIBUENTI HANNO GIA’ SOSTENUTO LE SPESE

In tal caso non vi è molto da fare, salvo futuri incrementi negli stanziamenti: una volta verificata la documentazione, eventualmente integrata ove carente (es. mediante le certificazioni di conformità), e l’effettiva spettanza del credito, non resta che seguire tutte le procedure necessarie per la fruizione (tempi e modalità).

NON SEMPRE PERO’ LE SPESE SONO STATE GIA’ SOSTENUTE

Dal momento che il termine ultimo per la domanda è stato fissato per il 7 settembre 2020, e le spese ammesse riguardano tutto il 2020, sono frequenti i casi in cui i contribuenti interessati hanno legittimamente inserito nella domanda anche le spese ancora da effettuare (entro la fine del 2020).

Chi ha deciso di “spendere” in dispositivi di protezione e sanificazione, contando sul credito di imposta del 60%, ma ha ancora atteso, può sempre evitare, in tutto o in parte, di spendere quanto programmato, acquisendo così il diritto al bonus (nella percentuale indicata) soltanto con riferimento all’importo effettivamente speso.

Si consiglia tuttavia di valutare con molta attenzione una simile scelta. Non si dimentichi infatti la possibilità, per chi calcola le imposte in modo analitico, di dedurre fiscalmente la spesa secondo le consuete regole di imputazione temporale (ribadiamo, con le note eccezioni). 

Non si può neanche escludere che il fondo venga rifinanziato o che, per effetto di molte prevedibili rinunce, l’Amministrazione finanziaria decida di aumentare la percentuale di ripartizione (in proporzione, appunto, al risparmio di spesa generato dalle rinunce stesse). 

Mancano tuttavia certezze su quanto accadrà. 

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Anzio, 14 settembre 2020 

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