CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER LA FILIERA DELLA RISTORAZIONE Entro il 28 novembre 2020 le domande

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di Vincenzo Pollastrini

Avviso Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 9310308 del 12.11.2020 

Sebbene a distanza di oltre due mesi, viene data attuazione all’art.58 del D.L. 14 agosto 2020, n.104, cui ha fatto seguito il D.M. 27 ottobre 2020

Il contributo viene erogato indipendentemente dalla priorità nella presentazione delle richieste (mediante Portale della ristorazione o sportelli di Poste Italiane s.p.a.)

Lo stanziamento per il 2020 è pari a 600 milioni di euro. Le risorse verranno ripartite in base alle richieste e ai fondi disponibili

LE ATTIVITA’ INTERESSATE

Il contributo a fondo perduto spetta alle imprese, in attività al 15 agosto 2020, il cui fatturato medio da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti del fatturato medio da marzo a giugno 2019.

Non occorre il calo di fatturato per le imprese avviate dal 1° gennaio 2019.

Le attività devono essere registrate con i seguenti codici ATECO (registro imprese):

– 56.10.11 (ristorazione con somministrazione)
– 56.29.10 (mense)
– 56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale)
– 56.10.12 (attività di ristorazione connesse alle aziende agricole)
– 56.21.00 (catering per eventi, banqueting)
– limitatamente alle attività autorizzate alla somministrazione di cibo, 55.10.00 (alberghi)

IL CONTRIBUTO E I PRODOTTI AMMESSI

Spetta per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020 e comprovato da idonea documentazione fiscale (fatture e ddt), di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche DOP e IGP, che valorizzano la materia prima di territorio. Per prodotti di filiere alimentari si intendono anche i prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

La valorizzazione della materia prima di territorio (condizione per accedere al beneficio) si ottiene non soltanto acquistando prodotti DOP e IGP, ma anche acquistando i prodotti da vendita diretta secondo l’art.4 del D.Lgs. n.228/2001, ovvero quanto venduto direttamente al dettaglio da imprenditori agricoli, singoli o associati (iscritti nel registro delle imprese), proveniente dalle rispettive aziende (osservate le disposizioni vigenti in materia di igiene e sanità). Rientrano nella categoria anche i prodotti agricoli e alimentari venduti al dettaglio dall’imprenditore agricolo ed appartenenti ad uno o più comparti agronomici diversi da quelli prodotti dalla propria azienda, purché a monte direttamente acquistati presso altri imprenditori agricoli (sempre che il fatturato derivante dalla vendita dei prodotti provenienti dalle rispettive aziende sia prevalente rispetto al fatturato proveniente dal totale dei prodotti acquistati da altri imprenditori agricoli).

Rientrano nella valorizzazione di territorio anche i prodotti ottenuti da filiera nazionale integrale dalla materia prima al prodotto finito.

Sono considerati prioritari gli acquisti di Prodotti DOP e IGP e di prodotti ad alto rischio di spreco, dunque:

latte 100% italiano;
prosciutto crudo DOP e prosciutto cotto 100% italiano;
salumi vari da suino DOP e IGP da animali nati allevati e macellati in Italia;
salumi non da carne suina (tacchino, bresaola, altro) da animali nati, allevati e macellati in Italia;
formaggi DOP o da latte 100% italiano;
olio extra vergine di oliva 100% da olive italiane e/o DOP;
carne bianca da animali nati allevati e macellati in Italia;
carne bovina, suina, ovicaprina, cunicola da animali nati allevati e macellati in Italia;
zuppe di cerali con verdure filiera e materia prima italiana;
minestrone con verdure filiera e materia prima italiana;
pasta secca con grano 100% italiano;
riso da risotto con riso 100% italiano;
preparati per risotti (alle verdure, ai funghi, ecc.) da materia prima italiana;
passata di pomodoro 100% italiana;
polpa di pomodoro o pelati 100% italiana;
sughi pronti da materia prima italiana;
verdure fresche o conservate in scatola o in vetro filiera e materia prima italiana;
verdure conservate in scatola filiera e materia prima italiana formato per mense;
legumi in scatola (fagioli, lenticchie) filiera e materia prima italiana;
macedonia di frutta o frutta sciroppata o frutta fresca da filiera e materia prima italiana;
succo di frutta e purea di frutta filiera e materia prima italiana;
crackers, pane e prodotti da forno da grano 100% italiano;
vini DOP e IGP;
aceti balsamici DOP e IGP.

GLI ACQUISTI

Per ottenere il contributo occorre acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti agricoli e alimentari (tre categorie merceologiche differenti), e il prodotto principale non può superare il 50% della spesa totale sostenuta e documentata. Esemplificando, tre tipologie diverse di vino (es. generico, DOP e biologico) rappresentano una sola tipologia.

Il contributo non può superare l’ammontare degli acquisti ammessi.

Gli acquisti per i quali si richiede il contributo non possono essere inferiori a 1.000 euro (esclusa IVA) né superiori a 10.000 euro (esclusa IVA).

LE DOMANDE

Il richiedente può richiedere il contributo attraverso il portale della ristorazione (www.portaleristorazione.it) accedendo tramite SPID e seguendo la procedura guidata, o attraverso gli sportelli di Poste Italiane s.p.a., mediante presentazione della richiesta di accesso completa dei dati e documenti richiesti, inclusa copia del versamento di bollettino per diritti di € 30,00 (on line nel caso di accesso mediante portale della ristorazione).

L’ultima data disponibile è il 28 novembre 2020.

La domanda contiene una serie di dati identificativi, da compilare obbligatoriamente, oltre alla perdita di fatturato (o la dichiarazione di aver avviato l’attività dal 1° gennaio 2019).

La domanda deve contenere anche la specifica degli acquisti per tipologia di prodotto, categoria valorizzazione del territorio, spesa in euro, identificativo fatture (sono facoltative l’indicazione del nome commerciale del prodotto e – ma solo nella prima fase – la quietanza), il totale importo spese per le quali si chiede il contributo, il codice IBAN intestato all’impresa richiedente (in caso di difformità verrà inviata una PEC con richiesta di modifica entro 10 giorni, pena il rigetto della domanda).

Il richiedente deve assicurarsi che il codice fiscale corrisponda a quello risultante dalla visura camerale e che il codice ATECO prevalente sia aggiornato.

Alla domanda è acclusa autocertificazione (con conseguenze penali in caso di falso) relativa ad una serie di condizioni (aiuti de minimis o de minimis agricolo nell’ultimo triennio, riduzione di fatturato o avvio attività dal 2019, iscrizione ATECO prevalente nel registro imprese), nonché altre condizioni da verificare con attenzione sulla modulistica (es. insussistenza di misure di prevenzione ed altre situazioni ex art.67, D.Lgs. n.159/2011, mancata presentazione della domanda di contributo per determinate attività economiche e commerciali in alcuni centri storici, ex art.59, comma 6, D.L. n.104/2020).

Occorre anche presentare copia della visura camerale in corso di validità e i documenti fiscali (fatture e documenti di trasporto) che certificano l’acquisto e la consegna dei prodotti (anche non quietanzati – ma solo in una prima fase). Le fatture associate non possono avere per i prodotti alimentari importo inferiore al totale importo spese per il quale si chiede il contributo. 

Se la domanda è presentata in forma cartacea attraverso Poste Italiane s.p.a. occorre anche accludere copia del documento di identità del titolare/rappresentante legale. Tale modalità di presentazione prevede che la domanda sottoscritta e completa, nonché l’intera documentazione, sia consegnata in plico in busta chiusa bianca. 

L’EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO

Se la domanda è regolare, viene garantito un contributo minimo di € 1.000,00, con ripartizione delle risorse residue fino a concorrenza di quanto disponibile

E’ pertanto possibile che un richiedente, poniamo, € 5000, non riceva l’intero (verrà effettuata una ripartizione proporzionale agli acquisti documentati, in caso di risorse insufficienti).

Gli acquisti di prodotti idonei ad evitare sprechi alimentari (vedi lista sopra riportata, nonché prodotti DOP e IGP) danno diritto a priorità nell’assegnazione.

Verrà erogato un anticipo del 90% del contributo ammesso

Entro 15 giorni da tale anticipo, il beneficiario presenta quietanza di pagamento degli acquisti attraverso il “Modulo quietanza” online sul Portale della ristorazione o, qualora la domanda sia stata presentata tramite Ufficio Postale, tramite PEC utilizzando il modulo di quietanza standard, disponibile sul Portale www.portaleristorazione.it, contenente anche l’autodichiarazione che il pagamento è stato effettuato con modalità tracciabile. È altresì richiesta la dichiarazione che le quietanze presentate coprono tutte le fatture associate alla domanda. 

La mancata presentazione delle quietanze nei termini stabiliti (si rinvia al provvedimento ufficiale, per la procedura che consente di integrare eventuali carenze in merito secondo termini tassativi) comporta non soltanto la mancata erogazione del saldo, ma anche il recupero di quanto già concesso (non coperto da quietanza).

Il contributo non è tassabile, e non concorre al plafond di indeducibilità di interessi passivi e spese generali.

CONTROLLI E SANZIONI

Verranno effettuati controlli su almeno il 5% delle domande, e sono previste sanzioni molto gravi ove il contributo sia stato indebitamente richiesto.

Oltre alle sanzioni di natura penale (se ne sussistono i presupposti) viene recuperato il contributo e comminata una sanzione amministrativa pari al doppio del contributo non spettante.

In caso di cessazione dell’attività dopo l’erogazione, il soggetto firmatario dell’istanza è tenuto a conservare tutta la documentazione, rispondendone in proprio con il beneficiario ove venissero riscontrate irregolarità.

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Anzio, 17 novembre 2020

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