“SE TU ME FREGHI QUA, ME FREGHI SU TUTTO”

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Annunciato da un coro di angeli il prode Consulente del Lavoro rientrò in casa a notte fonda, dopo aver trasmesso all’Inps centinaia di domande per bonus autonomi e casse integrazioni varie. Con le ultime forze, dopo aver piluccato qualcosa (il Consulente non mangia, si nutre), si adagiò sulla poltrona, mentre la tv trasmetteva “Er Marchese Del Grillo”, di Alberto Sordi. I suoi occhi chiusi avrebbero indotto uno sconosciuto a pensare che dormisse, ma il Consulente non dorme mai, medita. I suoi pensieri erano rivolti al bonus di 600 euro per i quali gli autonomi erano stati chiamati ad una gincana tra moduli e accessi ad un sito in preda agli Hacker (nella migliore delle ipotesi), orari cadenzati e Clik Day annunciati, smentiti e riannunciati e fondi insufficienti ma garantiti come sufficienti con il gioco delle tre carte. Però il Consulente è un illuminato e come tale tutto sa. Sa che l’Inps è a conoscenza di tutti i nominativi dei beneficiari, ne conosce le posizioni contributive, l’Iban e forse sa pure cosa mangiano a colazione la mattina. Che bisogno c’era di imporre l’obbligo di presentare la domanda. Sarebbe bastato fare loro un bonifico il giorno stesso nel quale furono stanziati i fondi. A quel punto alla tv Gasperino Er Carbonaro aveva aggredito il Cesanese del ’91 e il Consulente aprì la sua bottiglia di Chablis. A prima vista uno sconosciuto avrebbe pensato che stesse bevendo, ma il Consulente non beve mai, degusta. A quel punto la mente corse alle procedure per la cassa integrazione, spacciata (come l’erba buona) per semplificata. Ma il Consulente – ormai si è capito – tutto sa. Per garantire lo stipendio ai dipendenti, le aziende, con salti da funamboli, si sono dovute districare tra CIGO, FIS, FISBA, CIG in deroga (per questa 20 discipline diverse a seconda della Regione). Naturalmente per ognuno di questi acronimi, all’apparenza indicanti armi di offesa (del tipo “sta bono sennò te cieco col FIS”), ci sono regole e procedure diverse e per ognuno di essi i tempi sono rallentati dall’inutile coinvolgimento dei sindacati (va a capi quali), per accertare cosa??? lo stato di crisi??? “ma che me stai a coiona’ “, risuonò nella stanza la battuta del Signor Marchese. Un film ben fatto può spiegare ogni cosa, pensa il Consulente, specie quelli che fanno ridere. Del resto per la comicità i tempi sono tutto, proprio come per gli aiuti. Approntare in mezza giornata una sola procedura snella per la richiesta della Cassa Integrazione e l’erogazione diretta del bonus di 600 euro agli autonomi avrebbe garantito efficacia, efficienza e, soprattutto, immediatezza dei pagamenti. Così invece, milioni di domande andranno esaminate e chissà…molte bocciate e i soldi giungeranno dopo che Mosè sarà sceso dal Monte Sinai. Tanto c’è tempo e se proprio non si può aspettare ci son le banche, dame di carità, pronte a fare prestiti “vantaggiosissimi”… e se tu me freghi qua – chiuse Er Marchese – me freghi su tutto.

Dott. Valerio Pollastrini

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